Alluce valgo: le cause principali, come prevenirlo ed i rimedi ortopedici più efficaci

L’alluce valgo è una deformazione di cui soffrono in particolare le donne in età matura e che comporta inizialmente fastidio, ma poi se non si prendono le dovute precauzioni per arginare il problema sfocia in dolore per tutto il piede, danneggiando così postura e camminata e portando a conseguenze dannose per tutto il corpo. Diventa un’impresa persino indossare le scarpe senza provare dolore.

Vediamo in questa guida le principali cause del valgismo, come prevenirlo e come rimediare: l’intervento chirurgico a cui segue la fisioterapia è la soluzione definitiva ma da prendere in considerazione se la situazione diventa grave e lo richiede, oggi sono disponibili ed i medici propongono diversi rimedi ortopedici per l’alluce valgo come tutori, plantari e calzature apposite che, se adottati per tempo, consentono di tenere a bada il problema.

Il valgismo indica una deformazione dell’articolazione dell’alluce, che viene spinta verso l’esterno. Nello stadio avanzato non solo si sposta l’asse del dito ma anche quello di tutto l’avampiede, facendo così sfociare l’alluce valgo in “dita a martello”. L’alluce valgo se non viene trattato adeguatamente e per tempo può causare artrosi dell’articolazione e deformità del secondo dito, oltre a comportare forti dolori che quasi impediscono di camminare.

Tra le cause dell’alluce valgo è in crescita, ai giorni nostri, l’uso di calzature inadatte alla fisiologia del piede, in particolare quelle a punta o con tacco alto: ecco perchè oggi a soffrirne sono principalmente le donne, che dopo anni se non decenni di scarpe del genere arrivano in età matura o avanzata a soffrire di tale problema. In particolare le scarpe col tacco causano una posizione innaturale del piede, togliendo peso dal tallone e dal tendine di Achille per spostarlo sull’avampiede e sull’alluce. Come molte malattie e deformazioni anche per il valgismo c’è però la familiarità come una delle causa principali, calcolata dalle statistiche mediche al 68% dei casi. Infine, l’alluce valgo può essere dovuto anche a difetti posturali dipendenti da altre problematiche.

Dunque tra i rimedi per prevenire l’alluce valgo, non potendo “scegliere i nostri genitori” e quindi non potendo intervenire sulle cause congenite, c’è ovviamente l’uso di scarpe che assecondino la forma del piede sostenendo l’arco plantare, senza forzare postura e andatura, con suola flessibile e tomaia morbida; le scarpe col tacco va indossate il meno possibile e il tacco non dovrebbe essere alto più di 4-5 centimetri. Oltre a indossare calzature che non stressino il piede, come prevenzione per il valgismo si può solo aggiungere di correggere gli eventuali problemi posturali e sottoporsi periodicamente a visite dal podologo o dall’ortopedico, soprattutto se in famiglia si hanno casi di alluce valgo.

Il fastidio e il dolore causati dall’alluce valgo possono essere ridotti con ghiaccio e antidolorifici, ma è ovvio che un simile palliativo non può essere una soluzione a lungo termine. Il valgismo è un problema che va affrontato appena si presenta in modo da bloccarne o rallentarne il più possibile il decorso, cosa possibile con i più recenti rimedi ortopedici per l’alluce valgo.

Al giorno d’oggi sono disponibili diverse soluzioni a costi contenuti che non richiedono alcuna operazione: oltre a plantari e calzature ortopediche, sempre da far realizzare da specialisti che abbiano valutato la situazione specifica, sono disponibili ottimi tutori per alluce valgo in silicone medico, gel o velcro, in pratica dei fissatori per il dito che lo allineano nella posizione anatomica naturale eliminado la deformazione, così da alleviare il dolore e impedendo il peggioramento del problema. I più moderni sono quasi invisibili e si possono usare anche con scarpe aperte e, ovviamente con moderazione, anche con le scarpe con tacco.

Chiaro è che le soluzioni ortopediche per l’alluce valgo devono essere adottate ai primi segnali e poi con costanza, altrimenti il valgismo farà il suo decorso naturale costringendo in relativamente poco tempo all’operazione chirurgica, rimedio sì definitivo ma invasivo e che richiede poi un periodo di fisioterapia. Generalmente si opera in anestesia locale effettuando una osteotomia, cioè si incide l’osso del dito per creare microfratture e riportare l’articolazione alla forma naturale, fissandola anche con piccole viti. Si può camminare quasi subito dopo l’intervento ma portando scarpe apposite e seguendo un programma di recupero fisioterapico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *